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L'industria Conserviera Italiana 2018

Il settore conserviero è tra le principali forze produttive del comparto agroalimentare italiano.

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14/06/2018

#studi

Il punto di vista di Euler Hermes

Nel 2017 la superficie coltivata in Italia è stata di poco inferiore agli 80mila ettari, per una produzione complessiva destinata alla trasformazione di circa 5 milioni di tonnellate di cui 2 coprono il consumo nazionale e i restanti 3 milioni vengono destinati all'export. La maggior parte della produzione viene realizzata al Centro-Sud, con forti concentrazioni in alcune aree (per esempio la varietà lunga è tipica della Capitanata). Il principale produttore mondiale di pomodoro da industria è la California, seguita da Italia e Cina. Insieme i tre Paesi coprono il 60% dei 40 milioni di tonnellate complessivi di produzione (il dato oscilla da un’annata all’altra). La Campania costituisce il maggiore bacino di produzione italiano di pomodoro trasformato, sia per numero di aziende di trasformazione (circa la metà del centinaio operante in Italia), che per fatturato, con circa 1,5 miliardi di euro su un fatturato nazionale di 3,1 miliardi.

 

Le localizzazioni privilegiate del settore conserviero sono nelle province di Napoli e Salerno (Nocerino-Sarnese), dove si è sviluppato il distretto industriale di Nocera-Gragnano (riconosciuto dalla Regione), dominato dalla presenza di due grandi operatori di origine locale, a cui si affianca una schiera consistente di medie imprese. L'industria delle conserve vegetali, che in Campania ha un peso preponderante sull'export agroalimentare, ha rallentato nel corso del 2017 ma ha mantenuto il primato mondiale come esportatore di polpe e pelati e si è piazzata al secondo posto, dopo la Cina, per passate e concentrati.

 

Abstract
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